Dieta e ristorante: istruzioni per l’uso.

 

Chi lo ha detto che stare a dieta vuol dire rinunciare ad una cena fuori o alla vita sociale?

Oggi una preziosissima serie di consigli per fare i bravi, anche al ristorante.

  • Scegli con cura il ristorante

Sembrerà banale, ma il posto che sceglierai rispecchierà il cibo che mangerai. 🤗Potresti anche consultare il menù on line per evitare che l’odore del cibo nell’aria ti confonda troppo le idee.

  • Non uscire affamato

Ok, se vai al ristorante vai per mangiare, siamo d’accordo…  in ogni caso, sgranocchiare qualche verdura o mangiare una mela o uno yogurt prima di uscire farà sì che quando prenderete in mano il menù,  non saranno i morsi della fame a gestire il vostro ordine.

  • Bevi. Acqua.

Bere acqua prima di iniziare a mangiare è un ottimo modo per iniziare il pasto.

Uno studio svolto qualche anno fa ha mostrato che, chi beveva 500 ml di acqua mezz’ora prima del pasto, riusciva a mangiare meno e perdeva, rispetto al gruppo di controllo, fino al 44% in più in termini di peso.

Soprattutto poi se la scegliamo in sostituzione di bevande come la coca cola che contengono 35 gr di zucchero per lattina da 33 cl.

Se non avete idea a quanto corrispondano 35 grammi di zucchero, vi dico che una bustina di zucchero, di quelle che si usano al bar per zuccherare il caffè, normalmente ne contiene quattro o cinque grammi… fate voi i calcoli.

  • Interroga il cameriere

Perché, lo possiamo dire; mangiare etnico fa figo ma sapere quello che stai mangiando ancora di più.

Oltre a girare alla larga da termini come infarinato, cremoso, farcito, ripieno, croccante e glassato; considerando anche che sul menù potreste trovare dei nomi assurdi con ingredienti improbabili, nel dubbio, chiedi.

Domandare è lecito, rispondere è cortesia, mettere in crisi il cameriere è un attimo.

  • Nel dubbio, scegli le proteine.

Tra un piatto di pasta ed una grigliata di carne; meglio la carne.

Tra un piatto di pasta ed un’insalatona con la feta o formaggi magri; meglio l’insalatona.

Tra un piatto di pasta ed un pesce al forno; meglio il pesce.

Tra un piatto di pasta ed il fugu (meglio noto come pesce palla), piatto particolare della tradizione gastronomica giapponese; meglio le lasagne.

Attenzione infatti alle particolarità troppo particolari.

Non sottovalutate il pesce palla. Non sopravvalutate il cuoco.

Il fugu può infatti risultare letale se alcune parti tossiche del corpo non vengono adeguatamente rimosse. La sua vendita in Italia è proibita dal 1992 mentre è più facile reperirlo se siete in Giappone.

Se ve lo offrono in Italia, le alternative sono 2: o vi stanno prendendo in giro, oppure sono persone che si basano sul contrabbando. In entrambi i casi, meglio stare alla larga.

  • Ordina prima di tutti

Quante volte sei arrivato al momento dell’ordinazione con due scelte in testa?

“Allora, se gli altri ordinano pizza e birra mi prendo l’Hamburger con pancetta uova e doppia maionese, se prendono la grigliata faccio grigliata anche io… Si dai..  – Ragazzi voi che prendete?”

In situazioni sociali, le persone tendono inconsapevolmente ad imitarsi l’un l’altro.

“E’ molto pericoloso ascoltare. Se si sta ad ascoltare si può farsi convincere, e un uomo che si lascia convincere da un’argomentazione è una persona assolutamente irragionevole.” – Oscar Wilde

Proprio per questo motivo, fai la tua scelta ed assicurati di ordinare per primo.

  • Salse e condimenti? On the side.

Le salse ed i condimenti possono aggiungere molte calorie extra al vostro piatto.

Ad esempio, due cucchiai di salsa caesar per la vostra sanissima insalatona apporteranno un extra di 140 calorie con 16 grammi di lipidi omaggio.

Chiederle separate vi aiuterà a controllarne la quantità.

  • Sharing is caring.

Uno studio condotto su persone che hanno perso peso con successo (e non lo hanno ripreso), ha dimostrato che spesso, quando mangiavano fuori, ordinavano una mezza porzione o condividevano il piatto con qualcuno.

E ‘un modo semplice per ridurre le calorie, evitare rinunce e prevenire l’overeating.

  • L’eccezione conferma la regola. 

Non siamo perfetti (per fortuna, aggiungerei).

Ci saranno giorni in cui vorrai mangiare il tuo cibo preferito, per il puro gusto di mangiarlo, senza  preoccuparti se sia sano o meno.

Se durante la settimana hai seguito il tuo piano alimentare e non hai avuto sgarri particolari; ok, go for it! 

Un pizzico di flessibilità in più e di libertà mentale per almeno un pasto la settimana, ti aiuterà, nel lungo termine, a seguire meglio la dieta.

La scienza lo conferma.

Mangiare bene e sano senza particolari rinunce non è impossibile.

Stare a dieta non vuol dire dire “NO” a tutto, vuol dire trovare le giuste strategie per non privarsi di nulla. 😉

A presto.

Alessandra.

 

📌 http://www.nutrizionistarenzi.it/

 

 

 

Latte scremato o latte intero? Questo è il dilemma.

 

Altro che dubbi amletici. Davanti agli scaffali dei supermercati di tutto il mondo, ogni giorno, milioni di persone si interrogano: meglio il latte intero o quello scremato? 🤔

Il gusto dice intero, la testa scremato.

La questione è meno banale di quel che si potrebbe pensare. Poi si sa, tra i due litiganti il terzo gode e si sceglie il parzialmente scremato.

Tra i tre prodotti l’unica differenza sostanziale è quella che riguarda le percentuali di grasso: il latte scremato ha infatti un contenuto di grassi ridotto rispetto al parzialmente scremato che, a sua volta, è più magro dell’intero. 

Se così suona complicato facciamo una rapida classificazione :

– Latte intero: il tenore in materia grassa è uguale o superiore a 3,5%;
– Latte parzialmente scremato: il tenore in materia grassa è compreso tra 1,5% e 1,8%;
– Latte scremato: il tenore in materia grassa non è superiore a 0,3%;

Nessuna differenza, invece, nel contenuto di calcio. In tutti i casi sono presenti circa 1200 mg/l di calcio.

Valori Nutrizionali per 100 ml  

Latte intero

Latte parzialmente scremato  

Latte scremato

Kcal 64 47 34
Lipidi 3,5 1,6 0,8
Proteine 3,3 3,2 3,3
Carboidrati 4,7 4,9 4,9

Il latte intero, da ormai diversi anni, viene abbandonato sugli scaffali per principalmente due motivi:

– la demonizzazione dei grassi

– il conteggio calorico degli alimenti.

Ironico notare però che, insieme alla diffusione dei prodotti light, l’obesità ed il diabete di tipo 2 hanno avuto una diffusione spropositata.

In più, secondo uno studio svolto su 3000 soggetti, pubblicato a Marzo sulla rivista Circulation,  chi consuma latte intero ha il 46% in meno di possibilità di ammalarsi di diabete del tipo 2 e diminuisce il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari.

Frena un attimo. Mi stai dicendo che i prodotti light in realtà fanno ingrassare, predispongono al diabete ed il latte intero sale sul podio come scelta più salutare..? C’è qualquadra che non cosa.

Come è possibile?

Le argomentazioni a sostegno del latte intero sono diverse.

🔸 I grassi, favorendo il senso di sazietà, evitano di consumare cibo in eccesso durante il giorno.

🔸Le persone dopo aver scelto un alimento fat free o light ne consumano di più. Ricordi quando ti ho parlato del lato oscuro dei prodotti dietetici?? 😅

🔸Il latte intero, rispetto il latte scremato, apporta fino a 3 volte più vitamina D, una vitamina liposolubile utile non solo per la salute delle ossa ma anche per la prevenzione del declino cognitivo negli anziani, della sclerosi multipla, artrite reumatoide, diabete ed alcune neoplasie (seno, colon rettale e prostata). Alcuni studi hanno inoltre mostrato una stretta correlazione tra obesità e deficit di Vit D.

Attenzione alla scelta.

Non tutti i grassi sono uguali. Ricordate quando vi dicevo che far vivere gli animali in condizioni serene (e non pensare solamente al loro sfruttamento) si riflette in maniera diretta sulla qualità dell’alimento?

[Se non ve lo ricordate leggete qui]

Visto che l’alimentazione delle mucche ha un effetto determinante sulla qualità del latte prodotto, alcuni  ricercatori del Washington State University’s Center for Sustaining Agriculture and Natural Resources (meglio noto come CSANR), hanno analizzato nell’arco di 18 mesi 384 campioni di latte intero, sia biologico che convenzionale. Sapete cosa hanno scoperto? A parità di acidi grassi totali, rispetto al latte normale, quello derivante dalle mucche libere di pascolare contiene più omega-3 (+65%) e fino al 25% di omega-6 in meno.

Sapete la frase “L’uomo è ciò che mangia”?. Ecco. Vale anche per le mucche. 🌱🐮

Se non siete sicuri riguardo il tipo di allevamento e se il prodotto sia o meno biologico sceglietelo parzialmente scremato. Inutile assumere dei grassi se l’animale non si è nutrito bene.

Senti ma dimmi una cosa, il latte non era il male del secolo insieme al glutine? Adesso non solo dovrei prenderlo ma dovrei prenderlo pure intero?! No sai, perché io ho un app sul telefono e appoggiando il dito sullo schermo mi ha detto che sono assolutamente intollerante al lattosio… che devo fare?  

Immaginavo già un pensiero del genere. Ad oggi, in assenza di particolari disturbi, non ci sono evidenze per escludere questo alimento dalla nostra dieta; l’importante è non abusarne. Anyway, se sei curioso di approfondire questo tema e vuoi fare chiarezza sui punti più dibattuti e sulle presunte criticità ti lascio il link ad un articolo del Fatto Alimentare.

In più, se ogni volta che assumi il latte provi dei fastidi, per investigare una eventuale intolleranza non affidarti ad un test qualsiasi. Chiedi consiglio al tuo medico ed opta per un test diagnostico validato come, ad esempio, il Breath Test.

 Buona Domenica,

Alessandra

 

📌 Sei curioso di approfondire determinati argomenti o tematiche specifiche? Scrivilo nei commenti!;)

Photo credit: Rodolfo Loaiza Ontiveros

 

Vuoi dimagrire? Devi mangiare di più!

 

Cos’è la prima cosa che facciamo quando ci mettiamo in testa di dimagrire?

Iniziamo a tagliare.

✔️ Via i carboidrati.

✔️ Via i grassi.

✔️ Via gli zuccheri.

✔️ Via gli spuntini.

✔️ Via la nonna.

Va be Ale scusa…se per dimagrire 2 Kg al mese bisogna tagliare 500 Kcal al giorno. Per bruciare un Kg di grasso si devono bruciare 7000 Kcal. 6×7: 42, più due 44, io per non sbagliare taglio 1000 Kcal al giorno, ancora meglio no?

Non proprio.

Il rischio è quello di danneggiare il tuo metabolismo.

Il problema è lo stesso delle diete lampo. Ricordi l’articolo?

Ok, non mangerai solo carote ma saltare la colazione, mangiare una galletta a pranzo ed una scatoletta di tonno a cena, non migliora di molto le cose.

Alcuni ricercatori hanno pubblicato uno studio sul New England Journal of Medicine: dopo aver seguito alcuni uomini e donne che avevano perso peso attraverso una dieta molto drastica, essi hanno scoperto che i tassi metabolici dei partecipanti ed i loro livelli ormonali erano a terra. Questo anche dopo un anno dal raggiungimento dell’obiettivo.  😱

Ed ecco che la frase: “Si, ho fatto la dieta, fantastica, ho perso 20 Kg in un mese. Però poi ho smesso e li ho ripresi tutti. Con gli interessi.”, risuona spesso fra i dieters incalliti.

Oppure “Non mangio niente eppure non dimagrisco.” Suona familiare?

Spesso ci dimentichiamo che tutti, anche chi pensa di avere un metabolismo morto, abbiamo un tasso metabolico a riposo; ovvero, un dispendio calorico giornaliero dato dall’energia che i nostri corpi bruciano per respirare, pensare, far battere il cuore. E con far battere il cuore non intendo innamoramenti o robe del genere in stile S. Valentino. 😏

Se il nostro apporto calorico è inferiore al nostro metabolismo basale, che varia dalle 1.200  alle 1500 Kcal per la maggior parte delle donne, e tra le 1500 e 2000 per gli uomini, ecco che il corpo è costretto ad adattarsi ad un tasso metabolico più basso. Praticamente si gioca al ribasso.

Meno dai, meno il corpo brucia.

In questo modo, perdere peso diventa terribilmente difficile mentre, riprenderlo, ahimè, terribilmente facile.

Dura lex. Sed lex.

Cosa fare?

👉Valuta il tuo metabolismo basale. Puoi calcolarlo qui.

Prendi per vero (ma con le pinze – è pur sempre una stima teorica) il primo risultato, ottenuto con la formula di Harris & Benedict.

Se ne hai la possibilità effettua una BIA (analisi bioimpedenziometrica) o una DEXA, sarà sicuramente più affidabile.

👉Valuta quante calorie assumi ogni giorno facendo un diario alimentare. Puoi aiutarti con MyfitnessPal, Fat secret, my net diary ecc ecc.

Se effettivamente ti ritrovi in questa condizione, l’unica soluzione, per quanto possa sembrarti assurdo è mangiare di più.

Scegli cibi più semplici e ricchi di nutrienti, tra cui frutta, verdura, cereali integrali, noci, proteine e legumi.

Inizia aumentando l’assunzione di cibo ogni giorno da 200 a 300 calorie. Questo potrebbe significare mangiare uno spuntino extra al giorno, niente di impossibile. Vedi come risponde il tuo corpo.

Ricorda sempre che l’obiettivo non dovrebbe essere quello di veder scendere la bilancia – quello che perdo perdo, basta che perdo.

L’obiettivo dovrebbe essere sempre quello di preservare la massa magra, potenziare il metabolismo e perseguire il benessere.

Tutto il resto verrà da sé.

Ad maiora.

Buona Domenica

Alessandra.

 

 

 

 

 

 

Tè verde: Elisir di lunga vita.

 

Ogni medicina cura una particolare malattia ma il Tè è la medicina che cura qualsiasi malattia”, ipse dixit Chen Zang, un famoso farmacista cinese vissuto durante la dinastia Tang.

Praticamente un super-food. Talmente importante che in Cina fu istituito il cosiddetto “Tributo del Tè”: ogni anno un quantitativo di tè piantato e raccolto doveva essere destinato all’Imperatore e al suo utilizzo personale.

Cavoli, ma davvero è così importante?! 🤔

Anche il Re Gustavo III di Svezia si pose la tua stessa domanda. Allora fece un esperimento. Per risolvere la questione tra assertori e detrattori dei poteri curativi del tè egli propose a due ergastolani di commutare la loro pena: per un periodo di due mesi, uno avrebbe dovuto bere ben 15 tazze al giorno di tè, l’altro altrettante di caffè.

Sai come andò a finire?

Non lo so, pochi giorni dopo il suo inizio, i medici che ne seguivano lo sviluppo morirono di morte naturale e, subito dopo, il re Gustavo III di Svezia fu assassinato da una congiura di nobili. E va beh, c’est la vie.

Torniamo a noi. L’ 80% del Tè consumato al mondo è Tè nero mentre il 20% è Tè verde.

Cosa cambia? Il colore delle foglie? No, cambia il tipo di lavorazione mentre la pianta di origine è sempre la stessa – Camellia sinensis.

Il tè nero è infatti trasformato attraverso la fermentazione, mentre per la lavorazione del tè verde si evita questo tipo di processo. Come risultato, il tè verde mantiene la massima quantità di antiossidanti e polifenoli, le sostanze che conferiscono al tè verde le sue numerose proprietà. Fino a 6 volte di più rispetto al tè nero.

“Non scegliere mai il tuo tè in fretta perché poi te lo devi bere” (Anonimo)

Questo tipo di tè, oltre a contenere vitamine del gruppo B, acido folico, manganese, potassio, magnesio, caffeina è ricco di antiossidanti: sostanze che possono ridurre la formazione di radicali liberi nel corpo, proteggendo le cellule e le molecole da danni.

[Piccola nota: quando dico radicali liberi non mi riferisco a personaggi politici a piede libero. 🤗 Con questa parola si indicano un gruppo di molecole particolarmente reattive che contengono almeno un elettrone spaiato nel loro orbitale più esterno. A causa di questa caratteristica chimica, i radicali liberi sono altamente instabili e cercano di tornare all’equilibrio, rubando, all’atomo vicino l’elettrone necessario per pareggiare la propria carica elettromagnetica.

Questo meccanismo dà origine a nuove molecole instabili, innescando una reazione a catena che, se non viene arrestata in tempo, finisce col danneggiare le strutture cellulari.
Essi hanno quindi un ruolo chiave nel processo di invecchiamento e di genesi di diversi tipi di malattie.]

Uno dei più potenti composti nel tè verde è l’antiossidante epigallocatechina gallato (EGCG), che è stato studiato per il trattamento di varie malattie e può essere uno dei motivi principali per cui il tè verde ha così potenti proprietà medicinali.

Una di queste? Abbassa il rischio di mortalità e ti aiuta a vivere più a lungo.

“Predicatore: Ricordati che devi morire!
Mario: Come?
Predicatore: Ricordati… che devi morire!
Mario: Va bene…
Predicatore: Ricordati che devi morire!
Mario: Sì, sì… no… mo’ me lo segno…”

– Non ci resta che piangere

Per ora la morte sembrerebbe un fatto inevitabile 😅, tuttavia, il tè verde, ha mostrato proprietà interessanti a riguardo.

In uno studio di 40530 adulti giapponesi, coloro che bevevano il tè verde – 5 o più tazze al giorno – avevano significativamente meno probabilità di morire nel corso di un periodo di 11 anni.

Per quanto riguarda le malattie cardiache: mortalità ridotta del 31%nelle donne e del 22% negli uomini.

Per quanto riguarda l’ictus: mortalità ridotta di un 42% nelle donne e del 35% negli uomini.

Come assumerlo?

Come bevanda o come integratore in capsule. L’effetto stimolante dell’infuso risulta massimo per un tempo di infusione breve. L’infusione prolungata determina, invece, una maggiore estrazione di tannini che, a loro volta tendono a legare la caffeina che è così assorbita in maniera minore.

Per non distruggere parte dei principi attivi del tè verde, meglio non versare nella tazza o nella teiera acqua bollente ma di qualche grado inferiore (circa 80°) e lasciare in infusione per non più di 2-3 minuti.

Vuoi sentirti più english e mettere il latte nel tè? Pessima idea.

Le proteine del latte, complessandosi con i polifenoli di questa bevanda ne annullano l’effetto antiossidante. Lo dimostrano qui ed anche qui.

Quindi? Overdose di tè verde?

E’ possibile bere alcune tazze di tè al giorno senza avere, nella maggior parte dei casi, effetti collaterali. Mentre è più facile “esagerare” con gli estratti concentrati e raggiungere dosi elevate che possono causare l’insorgenza di effetti avversi (disturbi gastrointestinali, insonnia, agitazione, mal di testa, palpitazioni)ed interferire con alcuni farmaci

E’ bene inoltre evitare il tè verde in gravidanza poiché esso riduce l’effetto dell’acido folico, sostanza indispensabile per diminuire il rischio di spina bifida e di parto prematuro.

In più, oltre alle catechine, tra cui l’EGCG, il tè verde contiene numerose sostanze come ad esempio di flavonoidi, alcaloidi, saponine e tannini. Proprio questi ultimi interferiscono con l’assorbimento e la biodisponibilità del ferro. Quindi è importante ricordare di non assumere integratori a base di ferro in concomitanza con tè verde (soprattutto con estratti concentrati).

Senti ma, parlando di cose importanti, il tè verde non aiutava anche a bruciare il grasso?

 Delle proprietà del tè verde  magari ne parliamo un’altra volta.. Che dici? 😉

A presto,

Alessandra

 

 

La bilancia non scende più? Ecco perché.

 

Senti Ale, sono due settimane che la bilancia è lì. Ferma. Nessun segno di miglioramento. Eppure la dieta la seguo, in palestra ci vado.. Va bene che la pazienza è la virtù dei forti ma com’è possibile?! Sarà mica rotta la bilancia??

Dimmi un po’… ti sei mai trovato/a in una situazione simile?

Prima che arrivi alla famosa conclusione “Tanto è inutile!” (perché lo so che stai già pensando ai dolci di carnevale 😏) oggi proverò a spiegarti PERCHÉ hai smesso di perdere peso ed eventuali strategie per ripartire al meglio.

🔺Opzione n°1La tua composizione corporea sta cambiando.

Magari oltre alla dieta hai deciso anche di iscriverti (ed andare) in palestra, magari hai corretto degli errori alimentari o nel tuo piano di allenamento, magari sei tornato ad allenarti dopo tanto  tempo…

In questo caso, affidati allo specchio o alle circonferenze, lascia stare la bilancia.

🔺Opzione n°2Stai trattenendo acqua.

La perdita di peso non è un processo lineare. Se stai seguendo la dieta e stai continuando ad allenarti nel modo giusto non hai nulla di che preoccuparti.

La spiegazione a questo strano fenomeno sta nel fatto che le cellule adipose, dopo essersi svuotate dai trigliceridi si riempiono di acqua. In questo preciso momento non vedrai alcun cambiamento, né di forma, né di peso, né di aspetto fisico. L’unica soluzione è quella di pazientare. Quando eliminerai l’acqua ecco che le cellule adipose si ridurranno ed il cambiamento risulterà evidente.

Se sei una persona allenata e ti trovi in questa situazione, Lyle Mc Donald propone la tecnica Of Whooshes and Squishy Fat: nel giorno in cui privilegi un’alta dose di carboidrati, evita di bere troppo. In questo modo il corpo, ripristinando le scorte di glicogeno, spingerà acqua nel muscolo sottraendola ad altri distretti (come ad es. le cellule adipose).

D’altra parte, considerando che non abbiamo nessuno che ci corre dietro e che morire di sete mi sembra un po’ azzardato potremmo semplicemente aspettare serenamente il normale corso degli eventi. 🤗

La ritenzione idrica potrebbe avvenire anche in presenza di stress come fisiologica conseguenza di un aumento del cortisolo.

Una dieta non corretta, esercizio fisico strenuo, mancato recupero o stress fisiologici sono tutti fattori che potrebbero peggiorare questo stato.

Cosa fare quindi?

Se sei in palestra 10 giorni su 7 con 5 sessioni di weight training, 3 di HIIT e 4 di cardio…magari potresti prendere in considerazione l’idea di allenarti meno.

Se sei in costante regime ipocalorico inserisci dei pasti liberi. Valuta anche l’ipotesi di interrompere la dieta per un paio di settimane. Questo, oltre ad aiutarti da un punto di vista psicologico potrebbe migliorare il fisiologico adattamento alla dieta.

⚠️Nota che interrompere la dieta per un paio di settimane non vuol dire andare tutte le sere agli all you can eat o prendere parte alle sfide di Man VS Food; vuol dire tornare al tuo fabbisogno energetico, smettere di guardare le calorie o il grammo ed avere un approccio più rilassato verso il cibo.

Infine, rilassati ed affidati al processo. Vedrai che i risultati non tarderanno a mostrarsi.

🔺Opzione n°3Non stai seguendo la dieta.

La genetica? Quella terapia cortisonica fatta 7 anni fa? L’allineamento astrale? Le ossa grandi?

Dalle leggi della termodinamica non si scappa. Ok che una caloria non è una caloria ma, in linea generale, se il tuo obiettivo è perdere peso, devi bruciare più di quello che introduci.

Fortuna o sfortuna, vuole che il corpo sappia difendersi molto bene da questi deficit di energia adottando due strategie:

  • Ti farà sentire più affamato, cosicché mangerai dipiù.
  • Ti farà sentire più stanco, cosicché ti muoverai di meno.

Ed ecco che la spiegazione potrebbe nascondersi in tutte quelle frasi del tipo: “Oggi sono stanco salto l’allenamento”, “Fammi prendere l’ascensore che per le scale non ho la forza”, “Un cioccolatino in più che vuoi che sia!”, “Sushi stasera? Va bene dai tanto poi domani vado in palestra… [Domani]Oggi ho avuto un sacco da fare, torno in palestra Lunedì, giuro”.. ecc ecc

Inconsapevolmente stai mangiando di più, ma ti stai muovendo meno; ed ecco che l’arcano è stato svelato.

In questo caso ti potrebbe essere d’aiuto tenere un diario alimentare con cui tener d’occhio il tuo intake calorico. Delle app come Yazio o MyFitnessPal potrebbero aiutarti.

[Di Yazio te ne avevo già parlato qui, ricordi?]

Per darvi un’idea delle porzioni da inserire:

1 cucchiaio sono 10g;
1 cucchiaino sono 5g;
1 vasetto di yogurt sono 125g;
1 bicchiere di carta sono 200g;
1 frutto tendenzialmente pesa 150g;
2 pugni di pasta cruda sono circa 70g;
2 dita di formaggio stagionato sono circa 40g

 

Se ti ritrovi in uno di questi casi quindi, smettila di preoccuparti, adotta le giuste strategie e dai tempo al tempo

Ti lascio con una citazione… (bellissima tra l’altro 🙈).

A presto,

Alessandra

Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, che io possa avere soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere.
– Tommaso Moro

Quello che le gallette non dicono…

 

Se mangiate ogni giorno le gallette di riso i motivi potrebbero esser due:

  • Vi piacciono, ed allora è chiaro che avete avuto un’infanzia difficile.
  • Siete a dieta e pur di veder scendere la bilancia di qualche Kg siete disposti a mangiare la tristezza fatta alimento.

Ma siete proprio sicuri che le gallette siano così adatte ad un regime dietetico dimagrante? 🤔🤔

Il sapore non è dei migliori, la consistenza lascia un po’ a desiderare.  Ma dal punto di vista nutrizionale?

Si in effetti, le avranno chiamate ” gallette di riso ” perché polistirolo pareva brutto . Io comunque da Lunedì dieta, niente pane e niente pasta… solo gallette di riso e verdura lessa.  

Ok che sono pratiche, ok che sono versatili, ok che le puoi mangiare con la nutella … ma 100 gr di gallette di riso apportano quasi il doppio delle calorie del pane.

100 grammi di gallette: 387 Kcal

100 grammi di pane integrale: 246 Kcal

Però a noi delle calorie non importa nulla giusto? Allora scaviamo un po’ più a fondo..

Le gallette, così leggere, vengono prodotte mediante un processo chiamato estrusione; lo stesso, in effetti, utilizzato per la produzione della plastica [Coincidenze? Io non credo.. 😅].  Questo processo rende l’amido contenuto nel cereale pronto ad essere digerito e facilmente assimilabile, contribuendo ad alzarne così l’indice glicemico: parametro che indica la velocità con cui l’alimento fa alzare la glicemia.

Non esattamente quello che vorremmo in una dieta dimagrante. Infatti, più velocemente gli zuccheri vanno in circolo, maggiore sarà il picco glicemico, più prepotente sarà la sensazione di fame dopo 2 ore circa.

Se siete a dieta, è vero che una galletta di riso fornisce meno calorie rispetto ad una fetta di pane ma quest’ultima, possedendo un peso totale 2,5/3 volte superiore vanta un maggiore potere saziante.

 It’s not all about calories, come dicevamo.

Dal mio punto di vista quindi, le gallette non sono adatte per soggetti obesi, diabetici e per chi soffre di ipertrigliceridemia (leggi: Trigliceridi alti).

Per tutti gli altri, se siete di corsa e non sapete cosa mangiare passino pure come scelta saltuaria, meglio ancora se abbinate ad una fonte proteica come un pezzettino di grana, del salmone, formaggio magro o dell’affettato. Altra opzione potrebbe essere quella di sostituirle con dei wasa, del pane azzimo o con dei fiocchi di avena…

Utili invece dopo l’allenamento. In questo caso sfruttiamo l’indice glicemico a nostro favore: prese all’interno della finestra anabolica, assunte insieme ad una fonte proteica, contribuiscono al recupero muscolare.

Quindi, tirando le somme…Le gallette vanno evitate? Dipende..

⛔️ Se state rinunciando al pane in favore delle gallette di riso perché pensate che queste siano più dietetiche, il semaforo è rosso. Vi consiglio di rivedere le vostre teorie.

⚠️ Se le utilizzate saltuariamente come snack perché in casa non avete più nulla e state morendo di fame, il semaforo diventa giallo. Fate attenzione.

✅ Se le utilizzate come spuntino post work out per migliorare il ripristino delle scorte di glicogeno muscolare, nulla da dire. Semaforo verde.

“La saggezza è un punto di vista sulle cose.” – Marcel Proust

 

Come spesso accade, è una questione di punti di vista.

 

Buon weekend..

Alessandra.

 

 

 

 

Alcol e dieta: esistono cocktail diet-friendly?

 

Qual è uno dei problemi più comuni quando si inizia una dieta?

La dieta? 🤔

No, direi più la percezione di una sorta di incompatibilità con la vita sociale. Tra aperitivi, cocktail o drink del sabato sera, prediligere la scelta diet friendly non è sempre facile o possibile.

Che l’alcol apporti calorie vuote si sa. Ne ha ben 7 per grammo. Addirittura più di carboidrati e proteine: 4 Kcal/grammo.

[Per calcolare la quantità di alcool di una bevanda si segue questa formula: (gradazione alcolica X 0,8 X volume in centilitri)/10.]

L’etanolo è un metabolita tossico, questo, in coscienza, devo ricordarvelo.

Questo perché viene metabolizzato per la maggior parte dal fegato in acetaldeide, una sostanza non proprio innocua.

La molecola dell’etanolo mostra anche una buona affinità per le strutture lipidiche, attraversa le membrane cellulari, la barriera ematoencefalica e la placenta. Modifica il funzionamento di diversi neurotrasmettitori e deprime il sistema nervoso centrale.

Per questo motivo andrebbe assolutamente bandito in gravidanza, allattamento e se si stanno assumendo dei farmaci (l’alcol ne potenzia gli effetti e potrebbe dare problemi di sovradosaggio).

L’alcool sopprime le inibizioni e annulla le sublimazioni.
(Sigmund Freud)

Tuttavia, se l’unico ostacolo tra te e quel cocktail è la dieta, lo capisco… prendere un bicchiere d’acqua quando tutti ordinano Birra, Mojito o White Russian in effetti, un po’ di depressione la mette. L’analcolico poi, tra sciroppi di glucosio, succhi di frutta e zucchero non ci facilita la scelta.

Ed ecco che allora abbiamo due opzioni:

  • Convincere il barman a farci un Water-Mojto: acqua gassata, lime, menta e ghiaccio. Da fuori nessuno noterà la differenza. Forse.
  • Optare per il male minore. Scegliere cioè il cocktail meno calorico.

Visto che la maggior parte di noi non ha la più pallida idea di quante calorie si nascondano sul fondo del bicchiere, ecco di seguito una lista utile per farvi scegliere quello più diet-friendly.

Bellini

70 ml di spumante e 30 ml di purea di pesca messi nel mixer con ghiaccio ci regalano 63 calorie.

Spritz

L’apporto calorico è di 73 calorie per 140 ml di liquido. La scelta migliore per un aperitivo con le amiche.

Prosecco

Un bicchiere ha 69 calorie. Se fate fuori mezza bottiglia le calorie salgono a 248. I punti della patente invece scendono vertiginosamente.

Vino

Un bicchiere di Chianti apporta 87 calorie per 100 ml. Il Pinot Bianco 81 mentre il Moscato 84.

Tequila

Uno shottino di tequila sarà meglio dai?! Non troppo. 97 calorie per shot.

Gin Tonic

150 ml di acqua tonica, gin e bollicine apportano circa 120 calorie.

Birra

In una lattina da 330 ml ne troviamo 150.

Rum & Coca

185 calorie. Se la coca è light le calorie scendono a 100.

Mojito

150 ml di rum cubano, lime, zucchero di canna, selz, foglie di menta e cubetti di ghiaccio. Il tutto per 217 calorie.

Margarita

Questo cocktail messicano a base di tequila si posiziona a pari merito con il Mojito. 218 calorie.

Caipiroska

Rivisitazione moderna della Caipirinha, cocktail “storico” originario del Brasile. Un bicchiere regala 322 calorie. La sostituzione dello sciroppo di frutta con frutta vera potrebbe migliorare la situazione. Più o meno.

Assenzio

Per 100 ml le calorie salgono a 348. La lucidità mentale scenderà probabilmente ai minimi storici.

 

Per quanto riguarda la dieta, il problema non è solo del cocktail in sé, ma anche della voglia di carboidrati patatine e noccioline che la sua assunzione genera. Per di più l’alcol abbassa anche i livelli di leptina, il famoso ormone della sazietà. Le conseguenze del tutto sono facilmente intuibili. 🧀🍕🌽🍢😵
E’ anche vero però, come ho scritto nell’articolo di fine anno, che mentre cammini sul sentiero dei tuoi propositi devi cercare goderti il viaggio. La dieta non deve diventare una prigione o un motivo di emarginazione.

In linea di massima, considera sempre che non sarà il mojito di un sabato sera a mandare all’aria la tua dieta. Quello stesso mojito però, potrebbe benissimo incasinarti la vita per cui, se bevi, non guidare (doverosa precisazione).

Cerca di divertirti (con coscienza), mantieni un certo grado di decoro e scegli in modo oculato il “male minore”.

Detto questo, buon week end!! 🤗

A presto,

Alessandra

 

 

 

 

Carboidrati a cena: fanno ingrassare?

 

Le pseudoscienze del “dicono” e diverse teorie dietetiche affermano che mangiare carboidrati dopo le ore 17.00 faccia ingrassare.

E se ti dicessi che non è cosi? Che mangiare un piatto di pasta alle 20.00 non solo non farebbe ingrassare ma potrebbe addirittura farti dimagrire? Come la mettiamo? 😏

Ma va là… Si sa che i carboidrati, dopo le 5 di pomeriggio fanno ingrassare! Perché è innegabile, verso sera il metabolismo rallenta, la necessità di zuccheri diminuisce e le calorie valgono il doppio. Poi è ovvio, durante la notte non si consuma nulla e si trasforma tutto in grasso. Poi dai, gli zuccheri bloccano anche il picco notturno di GH, l’ormone della crescita, quello che aiuta a dimagrire.. no? Ma chi ti ha dato la laurea!? Queste cose le sanno anche i bambini.. 😌

Oggi potrei sorprenderti. Anzi, io e Sofer potremmo sorprenderti.

Sofer Sigal è una ricercatrice che lavora presso la Facoltà di agricoltura, cibo e ambiente dell’Università di Gerusalemme.

Qualche anno fa, ispirandosi alle popolazioni musulmane durante il Ramadan, ha svolto uno studio in cui sono stati coinvolti 78 volontari (BMI>30), suddivisi in due gruppi. Entrambi i gruppi hanno seguito una dieta isocalorica con il 20% delle calorie da proteine, il 30-35% da grassi e il 45-50% da carboidrati.
Il gruppo sperimentale consumava i carboidrati prevalentemente a cena mentre il gruppo di controllo li consumava in maniera frazionata nei diversi pasti della giornata.

I risultati? Sorprendenti!

Dopo 6 mesi, i soggetti che avevano consumato i carboidrati la sera avevano perso più peso e grasso corporeomigliorato la glicemia a digiuno, l’insulino resistenza e riportato un minor senso di fame rispetto al gruppo di controllo.

Com’è possibile?! Ma allora tutta la storia che di notte si consuma meno e va tutto a grasso? Ma dimmi un po’…che pasta era? Avranno mica imbrogliato con la pasta zero calorie tipo gli Shirataki?! 

Per prima cosa, iniziamo dicendo che il dispendio energetico notturno è molto simile a quello diurno (soprattutto se stiamo tutto il giorno seduti dietro ad una scrivania).

Non sarà l’ora del giorno nella quale gli alimenti vengono consumati a determinare un aumento della massa grassa. Il bilancio energetico non viene calcolato ogni giorno a mezzanotte. Il corpo ragiona in termini di settimane valutando non tanto il timing di assunzione dei nutrienti quanto la loro quantità, qualità ed il livello di attività fisica svolta.

Se vi è un equilibrio di assunzione tra cibo e l’attività fisica costante, il peso corporeo rimarrà stabile.

Per quanto riguarda la minore sensazione di fame invece, la responsabile sarebbe la leptina. Il picco insulinico, conseguente all’ingestione serale di carboidrati, sembrerebbe infatti far aumentare, nelle 8 ore successive, la concentrazione di leptina circolante. Più leptina, meno fame, maggiore aderenza alla dieta. Easy.

Lo studio ha anche avvalorato l’esistenza di una correlazione inversa tra i livelli di insulina e i livelli di un altro ormone: l’adiponectina. Nel gruppo di controllo si avrà come conseguenza un miglioramento della sensibilità all’insulina ed una diminuzione dei  fattori di rischio infiammatori.

Last but not least, mangiare pasta di sera, oltre a renderci più felici, migliorerebbe anche il riposo notturno favorendo la produzione di melatonina, serotonina e contrastando il cortisolo, il famoso ormone dello stress.

Del rapporto cortisolo/dieta ne avevo già parlato in questo articolo pubblicato su Project Invictus. Se te lo sei perso ti consiglio di  buttarci un occhio. 😉

Si ma del GH che mi dici?

Fare attività fisica in modo blando (o non farla affatto), mangiare male, dormire poco e preoccuparsi di inibire il picco notturno del GH è un po’ come andare al McDonald’s, ordinare un Big Tasty, 2 McNuggets 1 Mc Flurry e preoccuparsi di scegliere la Coca zero. Perchè sai, sono a dieta..

Ok,è vero. Mangiare carboidrati la sera, in qualche modo, previene il  naturale rilascio dell’ormone della crescita, il famoso GH.

Anyway, dal mio punto di vista, credo semplicemente che il picco del GH, che avviene naturalmente durante la notte, non sia così significativo da condizionare in maniera determinante la nostra composizione corporea. Un migliore recupero muscolare ed un abbassamento dei livelli di cortisolo sarebbero senz’altro da preferire.

Quindi, concludendo… Da oggi pasta solo a cena?? Ni.

Come ormai avrete capito, gli assolutismi non mi piacciono. Il timing dei carboidrati dovrebbe dipendere principalmente da due cose: dall’individualità e dall’allenamento.

Se nel pomeriggio siete impegnati in attività importanti o dovete sostenere un esame all’università, chessò, anche uno “facile facile” tipo diritto commerciale, per dire..  considerando che gli zuccheri aumentano l’attività del sistema parasimpatico e danno sonnolenza, vi do un consiglio spassionato… decisamente meglio assumerli a cena!

D’altra parte, se non ritenete possibile sopravvivere senza pasta a pranzo, non rinunciateci. Non vorrei mai rendermi responsabile della vostra infelicità! 🤗

Per quanto riguarda l’attività sportiva invece, considerando che la sensibilità all’insulina rimane elevata fino a 2 h dopo l’allenamento, per ripristinare le scorte di glicogeno e favorire il recupero muscolare converrebbe assumerli as soon as possible. Se vi allenate al mattino assumeteli a pranzo, se vi allenate nel pomeriggio assumeteli a cena.

Ora, detto questo, le opzioni sono 3:

 

 

Buona Domenica,

Alessandra.

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366 of 366.

 

Eccoci qua al giorno 366. Da qualche tempo stavo pensando in quale modo, possibilmente non banale, avrei potuto augurarvi un buon 2017..

Ed ecco che l’ispirazione mi è stata offerta da uno dei libri di Robin Sharma che sto leggendo in questo periodo: “Il monaco che vendette la sua Ferrari”.

Ok che vuoi fare la splendida, ma Robin Sharma scrive libri di crescita personale. Che c’entra questo con la dieta, l’alimentazione e sul come perdere i 10 Kg presi durante le feste…?

Il paragrafo inizia cosi:

Supponiamo che uno dei miei obiettivi, non il più importante certo, sia buttar giù la pancia…

Si parla di un metodo semplice, pratico e funzionale strutturato in cinque tappe successive.

La faccenda si fa interessante vero? 🙂 Ti lascio alla lettura di questo brano. Ho tagliato alcune parti lasciando solo le più importanti e significative… Spero che possa fornirti un’arma in più per realizzare i tuoi propositi o, perlomeno, per aiutarti a buttar giù la pancia. 😀

  • Primo passo: Immagina il risultato.

Se puntavo a perdere peso, Julian mi consigliava, ogni mattina al risveglio, di immaginarmi snello e in forma, pieno di energia e di vitalità. Più questa immagine è netta, più efficace sarà il processo.

La mente, sosteneva, è un’incredibile miniera di energie ed il semplice fatto di immaginare il mio obiettivo avrebbe dato il “la” alla sua realizzazione.

  • Seconda tappa: Esercita una pressione positiva su te stesso.

Il motivo principale per cui la gente non mantiene le proprie decisioni è che cade facilmente nelle vecchie abitudini. Non sempre la pressione è una forza negativa: anzi, può stimolarti a raggiungere grandi mete. Spesso gli uomini compiono grandi imprese quando si trovano con le spalle al muro e sono costretti ad attingere alla fonte e alle potenzialità più nascoste.

Come posso esercitare una pressione positiva su me stesso?

Chiesi, pensando all’infinità di circostanze in cui avrei potuto applicare questo metodo, dall’alzarmi prima la mattina all’essere un padre più paziente e affettuoso.

Beh, i modi sono tanti, ma uno dei più efficaci è quello di formulare l’impegno di fronte ad altri. Dì a tutti quelli che conosci che hai deciso di perdere il peso in eccesso, o di scrivere il romanzo che hai mente da tempo, o di fare qualunque altra cosa tu ti proponga.

Una volta che avrai annunciato al mondo il tuo proposito, automaticamente intorno a te si determinerà una pressione positiva che ti aiuterà a realizzarlo, perché nessuno vuole apparire un fallito.

  • La terza tappa è semplicissima: Non formulare un proposta senza aver prima stabilito una tabella di marcia.

Per fissare un obiettivo devi associarlo ad una precisa scadenza.

È esattamente come quando devi preparare una causa: ti concentri sempre su quelle che il giudice ha programmato per l’indomani, e non su quelle di là da venire.

  • Punto quattro: verba volant, scripta manent.

Ricordati che un proposito che non sia stato messo per iscritto, resta vago e fluttuante. Esci a comprare un’agenda… Andrà benissimo anche una a buon mercato, di quelle con la spirale. Riempila di desideri, obiettivi ed aspirazioni. Impara conoscerti e a capire cosa vuoi.

Non mi conosco già?”

La maggior parte le persone non si conosce. Non investono tempo per valutare le loro forze, le loro debolezze, le loro speranze ed i loro sogni.

Dopo aver visualizzato bene il risultato, creato la pressione positiva, fissato una scadenza e preso l’impegno per iscritto, il passo conclusivo è applicare quella che si chiama la magica regola del 21.

  • Ultimo passo: La regola del 21.

Si ritiene che, per radicare un nuovo comportamento, bisogna praticare la nuova abitudine per 21 giorni consecutivi.

Perché proprio 21?”

Le cattive abitudini non possono essere estirpate, ma possono essere sostituite. L’unico modo per far subentrare una nuova abitudine è quello di concentrare tutte le energie in modo che quella vecchia si dilegui come un ospite indesiderato. Il processo di insediamento avviene in circa 21 giorni, il tempo necessario affinché si sviluppi una nuova sequenza neurale.

Infine.. goditi il cammino.  Quello che voglio dire è che mentre cammini sul sentiero dei tuoi propositi devi cercare di divertirti. Non dimenticare mai l’importanza di vivere dando libero sfogo all’allegria. Non mancare mai di cogliere la perfetta bellezza in tutte le cose viventi. Questo giorno, anzi, questo preciso momento che stiamo condividendo è un regalo. Sii vitale, ilare e curioso. Resta fedele alla tua missione di servizio disinteressata gli altri. A tutto il resto penserà l’universo. Questa è una delle più importanti leggi della natura.

Tutto ciò conferma il principio irrinunciabile per chiunque cerchi di realizzare il proprio scopo: non riuscirai mai colpire il bersaglio che non vedi.

Gli uomini passano la vita sognando di essere più felici, di vivere più intensamente di provare forti passioni… Ma non comprendono l’importanza di riservare 10 minuti al mese per riflettere sugli obiettivi della loro vita.

 

Spero che questo “spezzone” ti sia piaciuto…

Detto questo, per questo nuovo anno ti auguro di saper sempre dove vuoi arrivare, di realizzare tutti i tuoi obiettivi ed infine, ti auguro di saper distinguere la musica dal rumore di fondo.

Buon 2017!🍾🍾🍾

Alessandra

 

Natale e dieta: Istruzioni per l’uso.

 

Dopo il post terroristico di ieri c’è da dire una cosa, Natale non fa necessariamente rima con ingrassare o rotolare (anche se alcuni studi lo confermerebbero).

Durante le feste niente drammi, ma soprattutto, niente dieta.

In questo articolo non vi dirò se ha meno calorie il torrone bianco o quello al cioccolato, quante calorie ha una fetta di panettone o un calice di spumante.

Ricordate che non si ingrassa tra Natale e Capodanno, ma piuttosto tra Capodanno e Natale perché sono le giuste strategie, le buone abitudini e la costanza degli altri 365 giorni a permetterci di vivere serenamente questo periodo di festa.

“a Natale puoi…” cit. – cellula adiposa feat fegato

Detto questo vi lascio una semplice lista di consigli per godervi al meglio le feste:

  • Evita di saltare i pasti

Spesso il leitmotiv dopo un pasto abbondante è : “Domani digiuno!”.

Evita di sacrificare l’alimentazione dei giorni successivi pensando di compensare in questo modo gli eccessi. Il rischio è quello di incorrere nella temuta “fame nervosa”. Prediligi frutta verdura ed alimenti integrali ma non saltare i pasti. Nei giorni in cui ti aspetta un pranzo o una cena abbondante mantieniti leggero nel resto della giornata ma non digiunare.

  • Move move move

Cerca di camminare e muoverti il più possibile. Meglio fare le scale che prendere l’ascensore, meglio parcheggiare un po’ più lontano e arrivare a piedi. Se porti il cane a passeggio, cerca di fare un giro più lungo oppure concediti mezz’ora di attività fisica: corsa o cyclette, per esempio. Consiglio utopistico (per alcuni) quanto efficace. Provare per credere. 😉

  • Utilizza la strategia vincente

I pranzi ed i cenoni delle feste non sono semplici pasti. Sono maratone. Si hanno in media 5 antipasti 3 primi 4 secondi e 2 contorni. Per non parlare del menù dei dolci. Dirti mangia di tutto un po’ risulterebbe banale, per cui ti propongo un’altra strategia. Finché la mente è ancora “lucida” prediligi come prima scelta le verdure, la fibra ed alimenti a bassa densità energetica. Dopodiché, mangia ciò che preferisci. 😉

  • Non iniziare i pasti affamato

Se prima del pasto inizi a sentire i morsi della fame, invece di dedicarti al pane o alla fettina di salame, mangia un frutto e della verdura cruda, ti aiuterà a  sentirti più sazio una volta a tavola.

  • Mangia consapevolmente

Molto spesso ai pranzi o alle cene ricche in portate o stuzzichini ci si lascia travolgere dall’entusiasmo, dai colori e dalla curiosità. Spesso, più che mangiare consapevolmente, assaporando ogni boccone, spazzoliamo il piatto in 3 nanosecondi cercando già con gli occhi la successiva pietanza da assaggiare. Am I wrong? 😏

  • Non abbandonare frutta e verdura

Oltre ad apportare antiossidanti vitamine e fibra, ti aiuteranno a sentirti più sazio (lasciando meno spazio per i dolci).

  • Attento all’alcol

Non tutti lo sanno, ma gli alcolici, oltre a contenere  calorie “vuote”, cioè calorie che non apportano nutrienti, abbassano anche i livelli di leptina (l’ormone della sazietà). Concediti pure un po’ di spumante ma non bandire l’acqua dalla tavola.

  • Evita l’effetto tutto o nullo

Sgarrare dal 24 al 26 è diverso dallo sgarrare dal 24 al 6. Non solo per il numero mancante..;) Ti avevo già parlato di questo effetto in un precedente post sul “perchè mangiamo troppo”. Lo ritrovi qui. 😉

  • Controlla il peso

Un volta ogni tanto, dal 27 in poi (ti sconsiglio di pesarti il 26 mattina per evitare uno shock), controlla il tuo peso. Sotto le feste il tuo obiettivo non è dimagrire ma evitare di ingrassare ed intraprendere per tempo delle azioni correttive.

  • Focalizzati sulle persone

Lo scopo principale del Natale dovrebbe essere quello di stare insieme, non quello di mangiare…keep that in your mind! 😉 Giusto concedersi degli sfizi ma evita di mangiare come se non ci fosse un domani.

  • Non comprare i dolci in offerta

Spesso, dopo le feste, il rischio è quello di farsi tentare dall’offerta del giorno e tornare a casa con 10 panettoni e 5 torroni.

Vabbè ma c’era l’offerta del 3×2, che fai? Non ne approfitti?

Sinceramente non vedo il guadagno, quindi… No, non ne approfitti.

  • Non tenere gli avanzi

Concediti panettone, pandoro e altri alimenti ipercalorici tipici delle festività solo nei giorni di festa, evitando magari di mangiarli quotidianamente nei giorni successivi, in particolare a colazione o a merenda.

Se hai organizzato tu il cenone ed è rimasto tanto cibo, regalalo! In questo modo eviterai le tentazioni…ma soprattutto, eviterai di averle a portata di mano. 😉

 

Dimenticate la dieta e godetevi le feste,

Buon Natale! 🎄✨🎁

Alessandra