La farina migliore? Questione di numeri…

 

Che differenza c’è fra la Farina 00, 0 , 1, 2? E con quella integrale? E con quella macinata nel mulino di Banderas? 😁

Vediamo insieme cosa cambia fra questi tipi di farine e qual è la migliore.

[In questo articolo faremo riferimento alle farine di grano tenero – il grano duro si utilizza per la pasta.]

La farina è il prodotto che si ricava dalla macinazione dei cereali. In commercio ne esistono differenti tipi distinguibili sia nel contenuto nutrizionale che nel colore e granulometria.

Per capirci meglio, andiamo più nel concreto. All’operazione di rottura del chicco segue l’abburattamento del macinato. Con questa buffa parola, “abburattamento”, oltre ad un grave disturbo del linguaggio, si intende il procedimento di setacciatura che permette di ottenere farine di diversa finezza mediante la separazione della parte nobile del grano dalla crusca. A seconda del tasso di abburattamento avremo quindi cinque diversi tipi di farine di grano tenero: “00”, “0”, “1”, “2” e integrale.

Vedila così, più basso è il tasso di abburattamento, più la farina è raffinata.

Farina tipo 00: E’ una farina che ha subito un abburattamento del 50%. A livello nutrizionale sono state eliminate tutte le parti migliori del grano: dalla crusca al germe (parti ricche di vitamine del gruppo E e B, sali minerali come fosforo, potassio e magnesio, fibre e antiossidanti). Tutto ciò che resta è l’amido (carboidrati semplici) e poche proteine (glutine).

Farina tipo 0Leggermente meno raffinata della precedente ma che comunque è stata privata di gran parte dei suoi principi nutritivi. Il tasso di aburattamento è del 72%.

Farina tipo 1: In questo caso il tasso di abburattamento sale al 80%. Per questo motivo, rispetto alla precedente, contiene un maggiore quantitativo di crusca e di germe del grano, le parti più ricche di sostanze nutritive.

Farina Tipo 2: Conosciuta anche come farina “semi-integrale”. E’ sottoposta ad un abburattamento dell’85%, caratterizzata da granuli di grosse dimensioni e un maggiore quantitativo di componenti fibrose e germe del seme rispetto alle precedenti. E’ una farina che presenta ottime caratteristiche nutrizionali ed è più facile da lavorare rispetto alla farina integrale. Un buon compromesso per una panificazione naturale.

Farina Integrale: La farina integrale contiene l’intero chicco in tutte le sue parti, amido, crusca e germe del grano ed è per questo un alimento completo. Difatti è una farina che è stata sottoposta soltanto a una prima fase di macinazione e ha un tasso di abburattamento del 100%. Attenzione alle apparenze però. Non tutto il pane “ integrale” è integrale davvero. A volte è semplicemente pane bianco cui è stata addizionata crusca.

In quest’ordine, i diversi tipi di farina presentano quindi una quantità di crusca, germe e proteine via via crescente: la farina di tipo “00” è la più raffinata e proviene dalla parte più interna del chicco di grano; quella di tipo “2” è la più simile alla farina integrale grezza, che contiene invece tutte le parti del chicco macinato.

Quindi, ti starai chiedendo, il premio come miglior farina va a quella integrale? 🤔

Nì.

L’abbondante presenza di fibre che la caratterizza è sotto un certo punto di vista un vantaggio. Favorisce il transito intestinale, conferisce un maggior senso di sazietà, aiuta a controllare la glicemia, ci protegge dal rischio di diabete di tipo 2, da alcuni tipi di cancro e, come abbiamo visto, apporta un maggior contenuto di minerali, oligoelementi e vitamine. Ciò nonostante, bisogna tenere presente che un eccessivo apporto di fibra comporta anche un eccessivo apporto di fitati, ossalati o, più in generale, sostanze antinutrienti che ostacolano l’assorbimento di questi stessi minerali e vitamine.

Tuttavia, se non soffrite di colon irritabile, diverticoli e non l’avete mai provata, potete certamente cominciare a sperimentare mettendo le mani in pasta. Utilizzare inizialmente una miscela di farine diverse potrebbe essere un buon compromesso.

In conclusione le farine integrali, in condizioni fisiologiche sono assolutamente consigliate ma, come in ogni cosa, dovremmo cercare di evitare gli assolutismi e le estremizzazioni. Ogni persona è diversa dalle altre (thank God 🙏😅), ha esigenze nutrizionali diverse ed ogni caso va valutato a sé. Non esiste il giusto o sbagliato in senso generale, esiste solo una cosa: l’equilibrio ed il buon senso. 😉

“Tutto è uno. Questa idea della dicotomia è profondamente sbagliata. E niente meglio di un grande simbolo asiatico, in questo caso cinese, questa ruota con lo Yin e lo Yang, rappresenta la vita, l’universo… è l’armonia degli opposti. Perché non c’è acqua senza fuoco, non c’è femminile senza maschile, non c’è notte senza giorno, non c’è sole senza luna, non c’è bene senza male. E questo segno dello Yin e dello Yang è perfetto. Perché il bianco e il nero si abbracciano. E all’interno del nero c’è un punto di bianco e all’interno del bianco c’è un punto di nero.”

Tiziano Terzani.

Buona Domenica,

Alessandra

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