Cinquanta aperture di frigo: come combattere la fame nervosa.

 

Ormai è risaputo, se sei a dieta, la fame nervosa è probabilmente in cima alla tua black list, insieme ai Lunedì ed alle catene di whatsapp.

Puntualmente però arriva. Apri il frigo. Chiudi il frigo. Apri. Chiudi. Apri….e (in mancanza di meglio) arrivi a mangiarti anche i cavoletti crudi di Bruxelles.

“Ho comprato un libro su come gestire la fame nervosa… E’ buonissimo!!!” – cit.

Ma, cos’è che ci spinge ad aprire il frigo nella speranza che compaia una Sacher al cioccolato? E come possiamo fare per combattere queste pulsioni?

In un precedente articolo ti ho già spiegato che la fame nervosa  è  un comportamento alimentare che consiste in una sorta di confusione tra emozioni e fame vera e propria.

Non sempre si mangia per overcoming-emotional-eatingsaziare un bisogno fisiologico, a volte si può mangiare per compensare un’emozione negativa. Attivando la produzione di endorfine, la fame nervosa può infatti apparire come un mezzo per compensare un dispiacere o una carenza affettiva.

Come riconoscerla?

Esistono due strategie per riconoscere la fame nervosa dalla fame vera e propria.

  1. La fame nervosa è prepotente ed improvvisa: voglio il cookie e lo voglio ADESSO.

Prova ad aspettare 20 minuti. In genere la fame emozionale ha un andamento ondulatorio e probabilmente, passato il picco iniziale scoprirai che la tua vita potrà benissimo andare avanti anche senza quel bellissimo e profumatissimo cookie.

  1. La fame nervosa è specifica. Vuoi il cookie. Lo abbiamo capito, puoi mettere giù il coltello.

Ora prova a chiederti perché vuoi proprio il cookie; mangeresti qualche cosa di diverso o di più sano benché uguale dal punto di vista calorico…? Esempio, non so, una mela. Se sei scoppiato a ridere al solo pensiero, al 99,9%, è probabile che si tratti di un caso di fame nervosa. Te lo dico.

Si Ale, va bene, l’ho riconosciuta ma le soluzioni? Sigillo il frigo e butto la chiave?

Beh, a mali estremi… 😅

Prima di questo però vediamo come affrontare il problema per gradi.

  • Identifica il trigger.

Ovvero, identifica i fattori scatenanti. Noia, stress, effetto chissenefrega, solitudine? Identificali e prepara un piano B, qualcosa da fare ogni volta che ti sentirai in quel modo.

Ti faccio un esempio: “Ogni volta che mi sentirò sola chiamerò un’amica per fare una passeggiata”…“Ogni volta che mi sentirò brutta utilizzerò snapchat per aumentare la mia autostima” oppure  “Ogni volta che sarò annoiata uscirò a fare shopping compulsivo”.. Cose del genere insomma..😉

  • Creati degli ostacoli.

No, non mi sto riferendo al lucchetto. Parlo in senso figurato. Di sicuro, non tenere in frigo la vaschetta di tiramisù o il barattolo di nutella nella dispensa ti faciliterà nel non cadere in tentazione. Molto, anche.

  • Respira.

Hai presente la frase “se hai tutto sotto controllo stai andando troppo piano”? Ecco, in questo caso non vale. Anzi. Ogni volta che stai per mangiare fai 3 respiri profondi. Ti aiuteranno a rilassarti e razionalizzare ciò che stai facendo evitando di perdere il controllo. Strongly suggested.

  • Evita il multitasking.

Sappi che essere giù di tono, avvilirsi per i cataclismi terrestri trasmessi dal TG ed abbrutirsi stalkerizzando il ragazzo che ti piace su Facebook… non è certamente il miglior setting per aprire quella vaschetta di gelato.

  • Evita di mangiare dalle confezioni.

Se trattenersi dal mangiare UN solo biscotto è cosa ardua; prova a farlo con la confezione appena aperta sotto il naso. Una missione talmente impossibile che nemmeno James Bond saprebbe resistere. Se proprio vuoi concederti qualcosa, chiudi la confezione e mettila via prima di iniziare a mangiare. Fidati.

  • Scegli un mantra.

Il “mantra” è una parola oppure una frase che viene ripetuta in continuazione per aiutarti a superare delle difficoltà oppure ad affrontare meglio la realtà che ti si presenta davanti.

Scegli una frase del tipo “mangio solo ciò che mi serve” oppure “ sono ciò che mangioogni volta che stai per mangiare qualche cosa. Qualsiasi cosa, (anche un bombolone fritto alla nutella). Non è mai troppo tardi per essere quello che vuoi essere. 🙂

Dovremmo iniziare con l’imparare a riconoscere le nostre emozioni. Dovremmo imparare a gestirle evitando l’auto sabotaggio.

Qualunque sia il tuo problema, la risposta, non è nel frigo. Questo mi sembra chiaro. Dovremmo mangiare per nutrire il nostro corpo, non le nostre emozioni.

Buona Domenica,

Alessandra

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