Sonno ed obesità: quale relazione?

 

Andare a letto presto può essere un’arma efficace per prevenire l’obesità, tanto per gli adulti quanto per i più piccoli.

Secondo alcuni scienziati, una sola notte senza sonno avrebbe sulla sensibilità insulinica gli stessi effetti di sei mesi di dieta a base di hamburger e patatine fritte (leggi – High Fat Diet).

Ricordi quando ti dicevo che la mancanza di sonno è annoverata fra le principali cause che ci portano ad ingrassare? Se come me hai la memoria di un pesce rosso puoi leggere qui. 😉

Non solo. Secondo uno studio condotto dall’Ohio State University di Columbus e pubblicato dal Journal of Pediatrics, i bambini che vanno a letto presto la sera hanno un rischio dimezzato di diventare obesi da grandi.

L’indagine ha preso in esame 977 bambini (tra i 4 anni e mezzo e i cinque) nati nel 1991 in dieci diverse aree degli Stati Uniti.

I risultati? Dopo 10 anni, dei bambini che andavano presto, solamente il 10% è diventato obeso durante l’adolescenza.

Di quelli che si coricavano fra le 20 e le 21 l’obesità ha interessato un 16% mentre fra quelli che andavano a letto dopo le 21 la percentuale di bimbi obesi è salita al 23%.

Quindi se metto il mio bambino a letto presto non diventerà obeso/a? Not really.

La ricerca non prova che andare a letto presto significhi non diventare obesi, ma che esiste un legame molto forte tra la mancanza di riposo e i disturbi alimentari. 

I bambini dovrebbero dormire almeno otto ore per notte. Tuttavia, secondo una recente ricerca sono sempre più numerosi quelli che cominciano troppo presto a fare le ore piccole, magari sulla scia delle abitudini dei più grandi. L’ora in cui i bambini vanno a letto è invece un fattore su cui i genitori hanno molta più influenza rispetto all’ora in cui i bambini si svegliano al mattino.

Questa cattiva abitudine potrebbe avere ripercussioni negative anche sulla capacità di attenzione e, in generale, sullo sviluppo cognitivo del bambino. Dai risultati di uno studio condotto su 8000 bambini dai nove mesi ai quattro anni di età, svolto da un istituto californiano indipendente di ricerca sul sonno e presentato al meeting annuale dell’Associated Professional Sleep Societes di San Antonio, (Texas), è emerso che andare a letto presto migliora non solo la qualità del riposo notturno ma favorisce anche l’apprendimento, le capacità di linguaggio e le abilità matematiche.

Quando possibile sarebbe anche bene evitare di accendere la tv o il computer la sera. Questi dispositivi elettronici, infatti, potrebbero ostacolare il rilassamento necessario al sonno stimolando eccessivamente il sistema nervoso del bimbo. Una valida alternativa può essere invece quella di invitare il piccolo a giocare o, a seconda dell’età, guardare o leggere dei libri.

Una buona abitudine che, unita a una dieta sana e a un regolare esercizio fisico, aiuterà a migliorare la vita del vostro bambino e a contenere l’epidemia di obesità infantile, che, ad oggi, coinvolge 12,7 milioni di bambini e adolescenti solo negli Stati Uniti!

La situazione in Italia non è di certo migliore…

“Il segreto del successo è scegliere le abitudini giuste e avere quel tanto di disciplina che serve per formarle.” – Keller.

I genitori non possono cambiare i loro geni, ma possono trasmettere buone abitudini ai loro figli, come ad esempio farli andare a letto presto, incoraggiarli a praticare sport e mangiare cibi salutari… Lo so, penserete: “più facile a dirsi che a farsi”.

Iniziamo con il provarci?

Buona Domenica,

Alessandra

 

 

 

Una caramella oggi, la fame emotiva domani.

 

La fame emotiva  è  un comportamento alimentare che consiste in una sorta di confusione tra emozioni e cibo. Non sempre si mangia per saziare un bisogno fisiologico, a volte si può mangiare per compensare un’emozione negativa.

Uno studio pubblicato nel 2015 sull’American Journal of Clinical Nutrition ha analizzato il rapporto tra l’atteggiamento di alcuni genitori rispetto all’alimentazione dei loro bambini di 3-5 anni di età e la tendenza allo sviluppo della fame emotiva.

I genitori che avevano riferito di aver utilizzato il cibo come premio hanno poi riscontrato, qualche anno dopo, che i figli, in risposta a dei piccoli stress, consumavano molte più calorie da snack e cibi calorici rispetto al gruppo di controllo.

Dove non sono arrivati i genitori, spesso, è arrivata la scuola…

Se fai il bravo ti do una caramella”…  suona familiare?

La memoria ci dà la possibilità di rivivere momenti passati che associamo a determinate sensazioni.

Nel 2004, due ricercatori hanno vinto il Premio Nobel proprio per aver scoperto il collegamento tra i recettori olfattivi ed il sistema delle emozioni e questo fenomeno è stato battezzato “Effetto Madeleine” in omaggio alla magistrale descrizione di Proust.

“Ma nello stesso istante in cui il liquido al quale erano mischiate le briciole del dolce raggiunse il mio palato, io trasalii, attratto da qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me.” Proust

Sfortunatamente, quando questi ricordi collegano il cibo con l’umore potrebbe nascere un problema.

Se poi a tutto questo aggiungiamo: “Se non fai il bravo, per punizione, tre giri di corsa”… mio caro Houston, direi che i problemi sono due.

Associando  l’idea della punizione con l’attività fisica non mi stupisco nel vedere che il 42% degli italiani viene preso da attacchi di rimandite cronica al solo pensiero di mettere le scarpe da ginnastica.

funny-girl-running-rumVisto che l’allarme obesità infantile, secondo il Ministero della Salute, colpisce in Italia un bambino su quattro, questo richiederebbe un impegno in prima linea da parte delle scuole.

La seconda metà della vita di un uomo è fatta di nient’altro che le abitudini che egli ha acquisito durante la prima metà.
Fyodor Dostoyevsky

Grace Hopper diceva che la frase più pericolosa in assoluto è:Abbiamo sempre fatto così”. Le ricompense date dalle maestre per incoraggiare i bambini a mantenere dei comportamenti corretti o per spronarli ad ottenere dei buoni risultati dovrebbero iniziare ad essere totalmente scollegate dal cibo.

Coinvolgere magari degli oggetti materiali o simbolici. Colori, musica o attività ricreative. Niente compiti. Tempo extra per delle chiacchiere con il vicino di banco. Un nuovo gioco. Libri. Piante, Ecc Ecc.

Il cibo non è solo ciò che tiene in vita il corpo, ma è soprattutto qualcosa che mantiene viva la nostra mente.

Piccolo sondaggio. Quanti di voi hanno ricevuto le famose caramelle premio? Ricordate ancora il tipo? Divertiamoci un pò…  🙂

Alessandra.