Una caramella oggi, la fame emotiva domani.

 

La fame emotiva  è  un comportamento alimentare che consiste in una sorta di confusione tra emozioni e cibo. Non sempre si mangia per saziare un bisogno fisiologico, a volte si può mangiare per compensare un’emozione negativa.

Uno studio pubblicato nel 2015 sull’American Journal of Clinical Nutrition ha analizzato il rapporto tra l’atteggiamento di alcuni genitori rispetto all’alimentazione dei loro bambini di 3-5 anni di età e la tendenza allo sviluppo della fame emotiva.

I genitori che avevano riferito di aver utilizzato il cibo come premio hanno poi riscontrato, qualche anno dopo, che i figli, in risposta a dei piccoli stress, consumavano molte più calorie da snack e cibi calorici rispetto al gruppo di controllo.

Dove non sono arrivati i genitori, spesso, è arrivata la scuola…

Se fai il bravo ti do una caramella”…  suona familiare?

La memoria ci dà la possibilità di rivivere momenti passati che associamo a determinate sensazioni.

Nel 2004, due ricercatori hanno vinto il Premio Nobel proprio per aver scoperto il collegamento tra i recettori olfattivi ed il sistema delle emozioni e questo fenomeno è stato battezzato “Effetto Madeleine” in omaggio alla magistrale descrizione di Proust.

“Ma nello stesso istante in cui il liquido al quale erano mischiate le briciole del dolce raggiunse il mio palato, io trasalii, attratto da qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me.” Proust

Sfortunatamente, quando questi ricordi collegano il cibo con l’umore potrebbe nascere un problema.

Se poi a tutto questo aggiungiamo: “Se non fai il bravo, per punizione, tre giri di corsa”… mio caro Houston, direi che i problemi sono due.

Associando  l’idea della punizione con l’attività fisica non mi stupisco nel vedere che il 42% degli italiani viene preso da attacchi di rimandite cronica al solo pensiero di mettere le scarpe da ginnastica.

funny-girl-running-rumVisto che l’allarme obesità infantile, secondo il Ministero della Salute, colpisce in Italia un bambino su quattro, questo richiederebbe un impegno in prima linea da parte delle scuole.

La seconda metà della vita di un uomo è fatta di nient’altro che le abitudini che egli ha acquisito durante la prima metà.
Fyodor Dostoyevsky

Grace Hopper diceva che la frase più pericolosa in assoluto è:Abbiamo sempre fatto così”. Le ricompense date dalle maestre per incoraggiare i bambini a mantenere dei comportamenti corretti o per spronarli ad ottenere dei buoni risultati dovrebbero iniziare ad essere totalmente scollegate dal cibo.

Coinvolgere magari degli oggetti materiali o simbolici. Colori, musica o attività ricreative. Niente compiti. Tempo extra per delle chiacchiere con il vicino di banco. Un nuovo gioco. Libri. Piante, Ecc Ecc.

Il cibo non è solo ciò che tiene in vita il corpo, ma è soprattutto qualcosa che mantiene viva la nostra mente.

Piccolo sondaggio. Quanti di voi hanno ricevuto le famose caramelle premio? Ricordate ancora il tipo? Divertiamoci un pò…  🙂

Alessandra.

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