Alimentazione sostenibile: Green is the new Black.

 

Visto che l’estate sta finendo e visto che con il burkini abbiamo anche risolto il problema della prova costume, oggi parliamo di alimentazione sostenibile.

Sapevi che l’alimentazione è responsabile del 25% dell’impatto che ciascuno di noi ha sull’ambiente?

 “Non puoi evitare di trascorrere un solo giorno senza avere un impatto sul mondo intorno a te. Le tue azioni possono fare la differenza e perciò devi decidere quale tipo di differenza vuoi rappresentare”. – Jane Goodall

 Essere vegetariani-vegani-soci onorari del supermercato bio sotto casa non basta.  Nel 2010 la FAO ha definito “sostenibile” un tipo di alimentazione caratterizzata da “un basso impatto ambientale e che contribuisca a garantire la sicurezza alimentare e una vita sana alle generazioni presenti e future. Le alimentazioni sostenibili sono protettive e rispettose della biodiversità e dell’ecosistema, culturalmente accettabili, accessibili, economicamente corrette e convenienti; nutrizionalmente adeguate, sane e sicure; con la capacità di ottimizzare le risorse naturali e umane”.

Se metà del mondo è a combattere la fame mentre l’altra metà sta combattendo l’obesità, forse, due domande dovremmo farcele…

In attesa di risposte, ti propongo alcuni suggerimenti eco-friendly:

  • STAY LOCAL.

Mangia prodotti freschi, acquista prodotti tipici e sostieni l’economia locale.

Acquistare locale vuol dire privilegiare la filiera corta. Il Km 0 riduce i passaggi tra i produttori e consumatori, elimina gli intermediari, sostiene gli agricoltori italiani, riduce i trasporti e, di conseguenza, le emissioni di CO2. In sintesi: keep your friends close but keep your farmers closer.

  • MANGIA PRODOTTI DI STAGIONE.

La frutta e la verdura hanno una propria stagionalità. Se segui le stagioni riduci i costi, per te e per il pianeta. Inoltre i prodotti di stagione, soprattutto se locali, impiegano poco tempo per arrivare sulle nostre tavole e mantengono in questo modo un maggiore contenuto di vitamine e nutrienti rispetto a quelli che, fuori stagione, devono fare molta strada e permanere nei frigoriferi prima di giungere sui banchi del supermercato o nel nostro piatto.

Se non hai la benché minima idea di quali siano i prodotti di stagione, niente paura. C’è un’app gratuita ed utilissima: “Di Stagione”.  La puoi trovare sia per iOS che per Android.

Se l’high-tech non fa per te, ma sei iscritto alla newsletter  (ti ricordo che puoi iscriverti qui ;)), ho caricato apposta per te un file consultabile nell’area riservata. Troverai il link nella mail che ti ho inviato.

  • ALLEVAMENTI INTENSIVI? NO, GRAZIE.

Limita le porzioni e il numero di volte in cui mangi carne durante la settimana. Cerca di fare molta attenzione alla provenienza di quella che compri. Gli allevamenti intensivi, oltre ad essere molto dannosi per l’ambiente penalizzano la qualità degli alimenti. Ricordi l’articolo mucche felici, latte più buono? Le mucche felici producono un latte più nutriente.

Inoltre, per ottenere 1 kg di carne di manzo sono necessari circa 15 kg di cereali e soia, 15.000 litri d’acqua e si emettono fino a 68 kg di CO2eq.

C’è di più. Metà degli antibiotici in circolazione negli USA non sono somministrati alle persone, ma agli animali.

Attenzione però, non ti sto nemmeno dicendo che diventando vegano salverai il pianeta. Nelle ultime settimane del 2015 fece scalpore uno studio della Carnegie Mellon University che calcolò l’impatto ambientale degli alimenti non per kilogrammo, ma per 1.000 calorie (in effetti, paragonare 1 kg di carne con 1 kg di lattuga ha poco senso dal punto di vista nutrizionale).

I tre ricercatori (Paul Fishbeck, Michelle Tom e Chris Hendrickson) hanno concluso che, a parità di energia contenuta negli alimenti, mangiare lattuga produce gas serra in quantità tre volte maggiore rispetto al mangiare pancetta. Difatti molte verdure richiedono più risorse energetiche per caloria di quanto si possa immaginare. Alimenti come melanzane, sedano e cetrioli hanno indici molto peggiori rispetto alla carne di maiale o pollo.

In media stat virtus.

La soluzione? Diventa vegetariano un giorno alla settimana! In un solo giorno, puoi far risparmiare mediamente 4.164 litri di acqua! Non male direi…

  • SCEGLI IL PESCE GIUSTO.

Dai priorità alle specie locali, rispetta la regola della taglia minima di vendita e diversifica le tue scelte.

Prediligi il pesce pescato rispetto a quello di acquacoltura; dai la precedenza al pescato locale.

  • RIDUCI GLI SPRECHI.

Lo spreco alimentare è un inaccettabile paradosso del nostro tempo. Se da un lato vi è la necessità di incrementare la produzione alimentare del 60-70% per nutrire una popolazione sempre crescente, dall’altro, abbiamo uno spreco di oltre un terzo del cibo prodotto (di cui l’80% sarebbe ancora consumabile).

Sai quale è il principale motivo di questo spreco? La disattenzione.

Si acquista spesso più del necessario e non si conservano gli alimenti nel modo corretto. Prepara una lista della spesa, non fare spesa affamato e controlla le date di scadenza al momento dell’acquisto riponendo gli alimenti in frigo massimo un’ora dopo.

Ogni società ha una sua impronta ecologica, un impatto, misurabile, sul pianeta. Quante cose “attraversano” la nostra vita, quanti rifiuti..!! In questo momento, nella nostra società, questo impatto è drammaticamente insostenibile.

L’8 agosto 2016 abbiamo esaurito tutte le risorse naturali a disposizione per l’anno in corso. Il fatidico giorno di un determinato anno in cui il consumo di risorse naturali supera la capacità rigenerativa del pianeta è noto come “Earth Overshoot Day” e quest’anno è scoccato in anticipo, ben cinque giorni prima rispetto al 2015 (FYI:nel 1970 il 23 Dicembre).

save earthStiamo utilizzando circa cinque pianeti. Se tutti vivessero a modo nostro, ci vorrebbero cinque, sei , sette, alcuni dicono addirittura 10 pianeti per farcela. Ovviamente, non abbiamo 10 pianeti. Cercate di visualizzarli: 10 pianeti, 1 pianeta, 10 pianeti, 1 pianeta. D’accordo? Non li abbiamo. E questo è uno dei problemi.

Non ti chiedo di cambiare radicalmente tutte le tue abitudini dall’oggi al domani ma di adottarne almeno una tra quelle che ti ho elencato. Nel prossimo articolo te ne proporrò altre 5.

“E’ molto più rischioso non fare alcuna azione, piuttosto che fare una piccola azione.” – T. Crow.

Abbiamo già le statistiche per il futuro: le percentuali di crescita dell’inquinamento, la sovrappopolazione, la desertificazione. Sfortunatamente, il futuro è già in atto.

Insieme possiamo fare qualche cosa, ci proviamo?

Quale sarà la tua nuova abitudine? Scrivilo nei commenti!

Se anche tu ci tieni a non dover traslocare troppo presto dal nostro pianeta, aiutami a condividere questo post ;).

Buona Domenica,

Alessandra.

 

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